UN SISTEMA CHIUSO
Il problema del "nostro sistema Italia" non è tanto la gente (tutta) ma quello di alcuni, ovvero il potere eltetto e costituito.
A mio avviso, per anni tale potere, magari inizialmente con dei buoni propositi, ha comandato e a tutt'oggi continua a farlo senza tenere conto dei principi, dei valori e degli intenti che la gente appunto si sarebbe aspettata o meglio, si era illusa di veder realizzato.
La politica quando non si rinnova e non c'è alternanza, finisce per implodere in se stessa e con se tira dietro tutto.
Peccato che poi, per ribaltare le situazioni ci vorrebbero le rivoluzioni, che, ahi noi, trovano difficile attuazione visto il cospicuo numero di gent (perfino quella stanca di tale situazione), costretta ed assoggettata ad una sorta di omertà non dichiarata ma sicuramente assodata nei confronti del potere e che, per non complicarsi una già troppo difficile vita, adotta la filosofia del: TIRARE A CAMPARE?
Questo a par mio è il vero problema italico e della sua frammentazione amministrativo/istituzionale e anche in Casentino, ove i colori del potere non sono esattamente uguali8 almeno sulla carta) a quelli del governo centrale le cose non si discostano pi molto visto lo stato dei fatti.
Questo groviglio organizzato di potere politico, è, con tutta probabilità la "cartina tornasole" di un "Sistema Chiuso" evidenziato da un insostenibile costo della politica stessa. Un sistema fatto di troppe provincie( plaudo alla loro eliminazione annunciato nella manovra finanziaria), di troppi piccoli comuni (mi inqueiata il fatto che ancora una volta siano state tirate giù le brache in proposito) e palesi disfunzioni amministrative dovute sicuramente a tagli indiscriminati laddove non dovrebbero essere fatti, ma anche disfunzionamenti dovuti a politiche miopi ed incompetenti di fronte a varie problematiche come sanità, sicurezza lavoro e redistribuzione dei redditi.
Un sistema rappresentato da inutili o futili enti secondari o terziari che per sopravvivere si basano su ulteriori balzelli al cittadino, di un cooperativismo che pur con tutte le buone intenzioni, diviene spesso strumento del potere per fare affari con maggior failità e con contratti di lavoro al limite della dignità umana, alla faccia dei diritti del lavoratore appunto! Di una classe dirigente e manageriale in cui spesso si colpiscono gli anelli deboli della catena con la scusa di far fronte ad esigenze di medioevale natura.
Un sistema burocratico allucinate e scomposto, che fa di tutto per complicare la semplicità delle cose, stressando il cittadino qualunque che da esso si aspetterebbe un maggior rispetto e una dovuta sensibilità.
Un sistema molto localistico, che allo stato delle cose non funziona più come averbbe dovuto.
Sarebbe certamente auspicabile quindi un drastico azzeramento dei piccoli comuni in favore di accorpamenti in "comuni unici" che potrebbero cosi interagire direttamente con la regione, semplificando non di poco la burocrazia, pesando politicamente di più rispetto ad adesso.
Sarebbe cosa saggia porre fine allo status di regioni e provincie autonome e a statuto speciale come ancora oggi continua a sussistere. Non si capisce francamente più, il perché di tali privilegi visto che ormai da anni siamo dentro ad un sistema integrato quale quello dell'Europa, con una moneta ed una politica economico/ finanziaria comune.
"A cosa serve tutto ciò?"
Eppoi....ancora, ma... già con queste "poche" accortezze che ho tenuto a focalizzare si potrebbero risolvere una buona parte di problemi italici.
L'ideale politico in taluni casi c'entra davvero poco, è semmai la volontà dei cittadini, i quali , tutti insieme dovrebbero unire le forze in una comunione d'intenti e per il bene comune,qust'ultimo troppo spesso mitigato ma mai rispettato.
Valter Ceccherini